NATURA CONTRONATURA + CONTRO NATURA
Nella cultura occidentale, la natura assume volti contrastanti: entità pura e benevola, da un lato; forza selvaggia e mostruosa, dall’altro. Si tratta di rappresentazioni che rivelano uno sguardo teso fra il desiderio di controllo e il riconoscimento di ciò che sfugge a ogni dominio. Da sempre, questa ambivalenza ha permesso di utilizzare la natura come riferimento per tracciare il confine tra ciò che è ritenuto normale e ciò che, al contrario, viene respinto, negato ed escluso: il contronatura.
Concentrandosi sul doppio significato del concetto di "norma" (allo stesso tempo ciò che "è" e quel che "deve essere"), in Contro Natura (Timeo, 2024), la storica e filosofa della scienza Lorraine Daston esplora le vicende storiche di un fatto culturale trasversale a molti sistemi di pensiero: la "fallacia naturalistica" per cui le culture umane hanno tratto modelli di comportamento da ciò che di volta in volta hanno definito "natura" e "naturale", conformemente a obiettivi specifici e per legittimare condotte tanto oppressive quanto emancipatorie.
D'altro canto, i ricercatori Dario Alì e Vincenzo Grasso, nel loro Natura Contronatura (Meltemi, 2025), non si accontentano di esporre l'aspetto regolatore della natura, ma sottolineano il ruolo delle deviazioni all'ordine (sedicente) "naturale" nel sovvertirne l'implicita normatività. Per Alì e Grasso, il contronatura apre uno spazio di resistenza e offre una prospettiva privilegiata sulla complessità dei viventi, diventando un territorio di sperimentazione est(etica) per artistɜ deditɜ alla sovversione dei dogmi imposti da un concetto di natura concepita come pura, sana, binaria e finalizzata alla riproduzione. In "Natura Contronatura" ecologia, teoria queer e arti contemporanee diventano alleate nel sovvertire l’immaginario econormativo, invitandoci a immaginare nuovi modi di rappresentare le alterità nell’Antropocene.
Natura Contronatura verrà presentato dagli autori Dario Alì e Vincenzo Grasso; Contronatura di Lorraine Daston verrà presentato da Cristina Voto. A seguire, una conversazione tra Alì, Grasso e Voto mediata da ALMARE.
BIO
Dario Alì è un ricercatore indipendente e svolge attività di formazione rivolta a docenti e studenti. Nei suoi studi esplora i legami tra questioni di genere e tematiche ambientali nell’arte contemporanea. È co-fondatore e membro del board curatoriale di Kabul, rivista di arti e culture contemporanee e casa editrice indipendente attiva dal 2016.
Vincenzo Grasso è dottorando in Estetica e collabora come traduttore per la rivista Kabul. Suoi contributi saggistici e narrativi sono apparsi online.
Cristina Voto è semiologa e ricercatrice presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Torino, dove insegna Linguaggi del design, Semiotics of Cultural Heritage e Digital Gender Studies. I suoi ambiti di ricerca intrecciano semiotica visiva, AI art e arte digitale, studi di genere e studi di design. Nel 2012, a Buenos Aires, ha fondato il collettivo Las Berthas, dedicato al teatro e alle arti performative nelle loro intersezioni con genere e sessualità, oggi attivo anche a Torino.
www.meltemieditore.it/catalogo/natura-contronatura/